FABER, CI MANCHI

VIDEO: FABRIZIO DE ANDRE’, Canto del servo pastore

In questi giorni di Gennaio, l’11 Gennaio del 1999, se ne andava Fabrizio De Andrè, sicuramente il poeta-cantautore che più di ogni altro ha saputo esprimere, nei suoi versi e nella sua musica, l’attenzione per i diversi, gli emarginati, i rifiutati dalla società, i poveri della terra…Ha saputo raccontare storie individuali e collettive, con la sua anarchia semplice e intensa…Storie di esclusi, di umiliati, di antimilitarismo, di ribellione ai codici imposti dalla morale e dalla religione…Parole e poesie che sono entrate nei cuori di tutti, senza differenze generazionali, abbattendo con la sua irriverenza il perbenismo di chi anteponeva l’apparire all’essere…Uomo schivo, lontano dai riflettori, ci ha raccontato una società malata di luoghi comuni, di atteggiamenti preconfezionati, di chiusure mentali…Ci ha fatto conoscere personaggi grotteschi ma vivi, reali, di straccioni, di puttane, di amori sbagliati e amori profondi, sacrificati alla morte e rassegnati alla vita…E nonostante il suo essere anarchico, ateo, parlava spesso nelle sue canzoni di una religiosità non conforme, ma in contrasto a quella pomposa e ufficiale che ogni giorno abbatte i valori forti della tolleranza, della solidarietà, della condivisione…Faber aveva un modo tutto suo di essere credente; credeva nell’esistenza di Cristo come essere umano, non come figlio di dio mandato sulla terra a salvare gli uomini…Credeva in un Cristo-uomo, che predicava giustizia, pace, libertà, tolleranza, amore, e che poi la Chiesa, nel corso dei secoli, ha trasformato in un’icona funzionale alla sua dottrina…Magistrale è l’album La Buona Novella, in cui, rifacendosi ai Vangeli Apocrifi, De Andrè rivisita la vita di Cristo, facendolo ritornare uomo tra gli uomini. De Andrè ha amato molto anche la mia terra, la Sardegna, tanto da venire a viverci…Da questa terra, che gli ha anche procurato dolore, ha saputo trarre spunti di riflessione e pensieri forti, dimostrando che ha saputo raccontare e cantare la Sardegna molto meglio di tanti cantautori sardi…La prova sta nella canzone inserita nel video, in cui De Andrè descrive la vita, la solitudine, la forza, la paura, i sogni, i desideri, le speranze di un servo pastore, cioè quello che noi indichiamo come un giovane ragazzo, un bambino, che trascorre il tempo nei territori più isolati dell’isola, per badare al gregge, stando mesi e mesi lontano da casa…Credo che un tributo, un ringraziamento per tutto quello che ci ha voluto dire gli sia dovuto….Hasta siempre…Carlo.  

FABER, CI MANCHIultima modifica: 2008-01-07T16:59:17+01:00da viadel.campo
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15 pensieri su “FABER, CI MANCHI

  1. Anche per me è stato un mito. Ha accompagnato tutta la mia giovinezza,era un fratello dell’anima,e qualcosa mi è rimasto dentro. Quell’amarezza, la malinconia, il senso di giustizia, la difesa dei perdenti,l’irrinunciabile essere contro,e un certo modo di raccontare…
    Elisa

  2. Ciao, è la prima volta che capito qui. Sono stata attirata sul tuo blog dal titolo: Via del campo è una delle mie canzoni preferite di De André! Una volta arrivata qui ho letto questo meraviglioso post. Non penso ci sia null’altro da aggiungere alle tue parole. Un grazie anche a te per averlo ricordato così bene.

  3. Grazie a Fabrizio de Andrè. E grazie a te Carlo per avercelo ricordato in modo semplice e intenso anche attraverso le parole di una bellissima canzone. Il mio primo incontro con De Andrè, da adolescente, è avvenuto con Avventura a Durango. Il mio primo fidanzatino me la cantava suonando la chitarra e sostituendo il nome di Maddalena con il mio. E’ stato amore a prima s-vista 🙂
    Caro Carlo, ti lascio anche gli auguri per un nuovo anno bello, sereno e di più @MA

  4. Ogni tanto passo a farti un saluto…iniziato bene il uovo anno????
    Anche se ormai per quanto mi riguarda, è diventato un giorno come tutti gli altri!
    Così anche il Natale…orami e solo una cosa di consumismo…bacio!
    Oggi la schiena si fa sentire piùdel solito!

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