SONO CHI SAI

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AUDIO: TETES DU BOIS, “Sono chi sai”

 

Ho la malattia nel sangue

Vivo sempre sul momento

Quando il mio corpo langue

Devo stare bene attento

I vent’anni che son mai

I mei anta sono corti

Pensi troppo cosa fai

Non c’è tempo per i morti,

sono chi sai

Quando mi infilo nel letto

L’onda mi prende la mente

Faccio sesso non protetto

Che mi godo vagamente

Sono uomo del mio mare

Ho la nebbia per sparire

Uso il faro da lampare

Io ti piaccio da morire.

Dal silenzio in cui mi trovo

Musicando foglie morte

Uscirò io mi ci provo

Il successo è la mia sorte

Ma son freddo come il gelo

Come il gelo del fulgore

Sulla riva a far da velo

Nella camera del cuore,

Sono chi sai

Io profeta al femminile

Geremia tra rosee cosce

Un abbraccio nel cortile

Per rialzare sere mosce

Banalizzo le mie noie

Ogni giorno vado a pesca

Nell’autunno delle voglie

Pesco ancora carne fresca.

I tuoi sensi i tuoi umori

I tuoi sogni, i tuoi rimpianti

Sono ombre di furori

Che racconto nei miei canti

Senti ora se ti piace

Il si forte del mio grido

Il mio sesso che non tace

Entra dolce nel tuo nido,

Sono chi vuoi

Sono chi vuoi

Sono chi vuoi.

(Tétes de Bois, « Sono chi sai »)

I Tetes de Bois sono un gruppo italiano forse poco noto al grande pubblico, ma sicuramente di valore assoluto, sia per quanto riguarda la musica che i brani. Si rifanno spesso al canzoniere anarchico francese, Leo Ferrè, Brassen, le poesie musicali di Baudelaire. C’è tutta una mitologia intorno a questo splendido gruppo di musicisti romani: dalla data esatta della loro nascita (15 febbraio 1992) al dove (un concerto in Piazza Campo de’ Fiori, ovviamente sotto la statua di Giordano Bruno), dal come (un palco ambulante ricavato da un vecchio camioncino Fiat 615 NI del 1956, acquistato da un rigattiere), al repertorio. Altrettanto mitici i loro progetti speciali: dai concerti muti allo zoo nella vasca delle otarie (1999) con cuffie stereo per gli spettatori, a concerti sulle biciclette, a quelle sulle scale mobili nelle stazioni metro di Roma (1995) o nei tunnel delle metropolitane di Roma e Berlino (1996 e 1997), o a performance artistiche lungo il tracciato di una ferrovia dimenticata e stazioni abbandonate del primo ‘900.
Insomma, quello che si dice un gruppo “on the road”. E non potevano che essere loro a dirigere Stradarolo, Festival internazionale di Musica Teatro Danza Arte su Strada, giunto alla VI edizione, con ogni anno circa 300 artisti provenienti da vari paesi europei. E, di questi tempi, le cose migliori della musica italiana vanno cercate sicuramente tra i musicisti che si guadagnano l’esistenza attraverso la performance quotidiana piuttosto che nella ricerca del grande successo pompato da radio, tv e case discografiche.
Il disco in questione è un caso paradigmatico. Completamente snobbato dalle major tradizionali, venne pubblicato dal Manifesto nel 2003, al prezzo di soli 8 euro, reso possibile dalla mancanza di tutti gli orpelli che di solito accompagnano un disco “di successo”: milioni di euro investiti in promozione, passaggi radiofonici e televisivi, servizi sui giornali. Cose che non fanno aumentare la qualità del disco, ma semplicemente te lo fanno divenire noto, te lo legano a specifici momenti ed eventi, te lo fanno sentire “proprio”. E ciò funziona per uno splendido capolavoro così come la più orrida delle canzoni.

Buon ascolto e buona giornata a tutti. Hasta siempre. Carlo.

 

SONO CHI SAIultima modifica: 2007-11-12T11:03:50+01:00da viadel.campo
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12 pensieri su “SONO CHI SAI

  1. Erano anni che non sentivo più una canzone così.
    Una fitta di nostalgia per un passato che troppo spesso devo dimenticare.
    E’ la stessa aria pulita di emozioni secche, che parlano solo al cuore.
    E l’anima è nuda, di fronte alle sue ali.
    Elisa

  2. inutile dire che li adoro. quell’album con le canzoni di ferrè è fenomenale. ce l’ho nel sangue come una malattia, ehehehe. e “pace e male” come lo trovi? noi due dovremmo scambiarci un po’ di musica,hermano, e magari bere qualche bicchiere insieme.ma non ci vieni mai nella grande città? hasta siempre.

  3. p.s. ho pure qualche cd di ferrè,uno che pensava con la sua testa, mica per nulla era anarchico. oltretutto era un grande poeta.hai visto la sua foto sulla copertina del cd dei tetes? è bellissimo, ha lo sguardo di un bambino.hasta siempre,querido hermano.

  4. PER HERMANITO: L’amore e la rivolta, grande album, Hermanito…vero, in quanto a musica siamo messi bene:) Nella grande città venivo spesso anni fa, quando una collega di Casteddu che lavorava a Tattari ottenne il trasferimento, e le diedero l’incarico di seguire il settore pensionistico. Io allora ero impegnato alla CGIL, al settore vertenze e pensioni, e andavo ogni tanto per darle una mano perchè non conosceva la materia. Mi ricordo grandi mangiate e bevute in osterie al castello, e ricordo con rabbia due fiaschi di vino da 5 lt. ciascuno, ottimo, che mi regalarono i colleghi, ma fecero poca strada, li avevo messi nel bagagliaio, e in macchina, sul basolato di via Roma, si frantumarono…Chissà Hermano, magari mi vedrai arrivare quando meno te l’aspetti…sono fatto così, mi piace decidere all’ultimo momento…Hasta siempre. Carlo.

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