02/06/2008

VORREI...L'INFINITO INSIEME A TE

VIDEO: Francesco Guccini, VORREI

Quisiera conocer el olor de tu pueblo, pasear familiarmente en tu jardín,
respirar en el aire sal y barbecho, los aromas de tu salvia y del romero.
Quisiera que todos los ancianos me saludaran, hablando conmigo del tiempo o del pasado,
quisiera que todos tus amigos me hablasen, como si siempre hubiésemos sido amigos,
quisiera encontrar las piedras, las callejas, las puertas, las matas de parietaria junto a los muros,
los rastros de los caracoles en sus conchas, comprender todas las miradas tras las contraventanas,
y lo quisiera porque no existo cuando no estás
y sólo me quedo con mis pensamientos y yo...
quisiera siempre solo contigo viajar, descubrir lo que en el entorno hay por decubrir,
para contarte y luego que me cuentes, el sentido de un enfurruñamiento o de tu gozo;
quisiera volver a los lugares donde ya estuve,explicarte lo diferente que es todo,
que me explicases lo que ha cambiado y que sabor nuevo tiene el universo.
Visitar de nuevo, Estambul o Barcelona o el mar de una remota playa cubana
o una pastura en una ladera apenina donde resuena , entre los árboles, una pura y simple tramontana,
y lo quisiera porque no existo cuando no estás,
y sólo me quedo con mis pensamientos y yo...
quisiera hasta el fin de mis días, otra cosa no hacer que escuchar el sonido de tus palabras,
y contemplar prendido, la audacia, la gracia, la sutileza, implícitos en tu simple caminar,
y no despegar mis labios al sonido de tu voz o hablar, hablar,hablar, hablar sin decir nada,
olvidando el tiempo que corre veloz o disimular con dos tonterías que estoy conmovido.
Quisiera cantar el canto de tus manos, jugar contigo un eterno juego prohibido,
que el hoy permaneciese hoy sin mañana o que el mañana pudiese tender al infinito,
y lo quisiera porque no existo cuando no estás,
y sólo me quedo con mis pensamientos y yo ...

(VORREI, Francesco Guccini)

 

 

Se il nostro amore è separato dalle cose della natura, dalla distanza, dal mare, da spazi enormi, da tempi dilatati, che importa? In ogni attimo della nostra esistenza, lo sai, siamo ugualmente vicini, juntos, come se le barriere fisiche e geografiche non avessero valore, non avessero misura, fossero insignificanti…Perché tanto lo sappiamo entrambi che niente e nessuno può mettersi di traverso tra noi, niente e nessuno può bloccare l’evoluzione e la costruzione di ciò che si agita dentro noi, niente e nessuno conosce el sentido che vibra nella nostra anima, perché siamo due spiriti liberi che vogliono nutrire la mente e il corpo con paz y amor…

Forse qualcuno/a ci ha provato, forse ha cercato di spezzare l’incantesimo, sicuramente ha ottenuto l’effetto opposto, quello di renderci ancora più forti e determinati…

  Se tu fossi un fiore, e lo sei, saresti un fiore di campo, se tu fossi un mare, e lo sei, saresti limpido e smeraldo, se tu fossi un cielo, e lo sei, saresti stellato, se tu fossi una strada, e lo sei, mi porterebbe all’infinito, se tu fossi la luna, e lo sei, illumineresti le mie notti, se tu fossi la carne umida che desidero, e lo sei, non smetterei di plasmarla con le mie mani, se tu fossi il mio bacio, e lo sei, non allontanerei mai le mie labbra, se tu fossi la mia vita. E lo sei, quisiera que fuere infinita…

Carmen, miro tu ojos azul y veo mi vida marchar juntas a la tuya, sin espacio y sin tempo, como dos almas  què tienen un solo corazòn… 

Te amo Carmen, ahora y siempre…Adios…Carlo.

 

25/01/2008

C'E' SOLO LA STRADA

VIDEO: GIORGIO GABER, "C'è solo la strada"

Questa è a mio parere una delle più belle canzoni di Giorgio Gaber...La propongo nel giorno dell'anniversario della sua nascita...chissà quanti di voi ascoltandola negli anni si sono ritrovati nelle sue parole, e quanti, che non l'hanno mai sentita, riusciranno a percepire la sua poesia vestita di musica...

Hasta siempre. Carlo 

20/01/2008

LIBERA NOS DOMINE

VIDEO: FRANCESCO GUCCINI, "Libera Nos Domine" 

Se tutti pregassimo queste parole,

gli atei, i credenti di ogni fede,

gli irriducibili, gli arresi,

chi è triste, chi è felice,

quelli che hanno sempre dato,

quelli che hanno solo preso,

chi ha la verità in tasca,

chi non ha nemmeno le tasche,

chi cammina al contrario,

chi non esce mai dai binari,

i duri e puri, i tutto e subito,

chi ha avuto mille donne

ma ne ama solo una,

chi piange davanti ad un tramonto,

chi ride davanti all'orrore,

chi ha tanti dubbi

e nessuna certezza,

forse il mondo potrebbe

vivere la sua pace interiore.

07/01/2008

FABER, CI MANCHI

VIDEO: FABRIZIO DE ANDRE', Canto del servo pastore

In questi giorni di Gennaio, l'11 Gennaio del 1999, se ne andava Fabrizio De Andrè, sicuramente il poeta-cantautore che più di ogni altro ha saputo esprimere, nei suoi versi e nella sua musica, l'attenzione per i diversi, gli emarginati, i rifiutati dalla società, i poveri della terra...Ha saputo raccontare storie individuali e collettive, con la sua anarchia semplice e intensa...Storie di esclusi, di umiliati, di antimilitarismo, di ribellione ai codici imposti dalla morale e dalla religione...Parole e poesie che sono entrate nei cuori di tutti, senza differenze generazionali, abbattendo con la sua irriverenza il perbenismo di chi anteponeva l'apparire all'essere...Uomo schivo, lontano dai riflettori, ci ha raccontato una società malata di luoghi comuni, di atteggiamenti preconfezionati, di chiusure mentali...Ci ha fatto conoscere personaggi grotteschi ma vivi, reali, di straccioni, di puttane, di amori sbagliati e amori profondi, sacrificati alla morte e rassegnati alla vita...E nonostante il suo essere anarchico, ateo, parlava spesso nelle sue canzoni di una religiosità non conforme, ma in contrasto a quella pomposa e ufficiale che ogni giorno abbatte i valori forti della tolleranza, della solidarietà, della condivisione...Faber aveva un modo tutto suo di essere credente; credeva nell'esistenza di Cristo come essere umano, non come figlio di dio mandato sulla terra a salvare gli uomini...Credeva in un Cristo-uomo, che predicava giustizia, pace, libertà, tolleranza, amore, e che poi la Chiesa, nel corso dei secoli, ha trasformato in un'icona funzionale alla sua dottrina...Magistrale è l'album La Buona Novella, in cui, rifacendosi ai Vangeli Apocrifi, De Andrè rivisita la vita di Cristo, facendolo ritornare uomo tra gli uomini. De Andrè ha amato molto anche la mia terra, la Sardegna, tanto da venire a viverci...Da questa terra, che gli ha anche procurato dolore, ha saputo trarre spunti di riflessione e pensieri forti, dimostrando che ha saputo raccontare e cantare la Sardegna molto meglio di tanti cantautori sardi...La prova sta nella canzone inserita nel video, in cui De Andrè descrive la vita, la solitudine, la forza, la paura, i sogni, i desideri, le speranze di un servo pastore, cioè quello che noi indichiamo come un giovane ragazzo, un bambino, che trascorre il tempo nei territori più isolati dell'isola, per badare al gregge, stando mesi e mesi lontano da casa...Credo che un tributo, un ringraziamento per tutto quello che ci ha voluto dire gli sia dovuto....Hasta siempre...Carlo.  

05/01/2008

ROBERTO SAVIANO: I COLPEVOLI DELLA PESTE

264540ba82c1ea4eb41c82d6cef36c49.jpg

 

Imprese, politici e camorra
ecco i colpevoli della peste

Gli ultimi dati dell'Oms parlano di un aumento vertiginoso, oltre
la media nazionale, dei casi di tumore a pancreas e polmoni
di ROBERTO SAVIANO


È UN territorio che non esce dalla notte. E che non troverà soluzione. Quello che sta accadendo è grave, perché divengono straordinari i diritti più semplici: avere una strada accessibile, respirare aria non marcia, vivere con speranze di vita nella media di un paese europeo. Vivere senza dovere avere l'ossessione di emigrare o di arruolarsi.
E' una notte cupa quella che cala su queste terre, perché morire divorati dal cancro diviene qualcosa che somiglia ad un destino condiviso e inevitabile come il nascere e il morire, perché chi amministra continua a parlare di cultura e democrazia elettorale, comete più vane delle discussioni bizantine e chi è all'opposizione sembra divorato dal terrore di non partecipare agli affari piuttosto che interessato a modificarne i meccanismi.
Si muore di una peste silenziosa che ti nasce in corpo dove vivi e ti porta a finire nei reparti oncologici di mezza Italia. Gli ultimi dati pubblicati dall'Organizzazione Mondiale della Sanità mostrano che la situazione campana è incredibile, parlano di un aumento vertiginoso delle patologie di cancro. Pancreas, polmoni, dotti biliari più del 12% rispetto alla media nazionale. La rivista medica The Lancet Oncology già nel settembre 2004 parlava di un aumento del 24% dei tumori al fegato nei territori delle discariche e le donne sono le più colpite. Val la pena ricordare che il dato nelle zone più a rischio del nord Italia è un aumento del 14%.

Ma forse queste vicende avvengono in un altro paese. Perché chi governa e chi è all'opposizione, chi racconta e chi discute, vive in un altro paese. Perché se vivessero nello stesso paese sarebbe impensabile accorgersi di tutto questo solo quando le strade sono colme di rifiuti. Forse accadeva in un altro paese che il presidente della Commissione Affari Generali della Regione Campania fosse proprietario di un'impresa - l'Ecocampania - che raccoglieva rifiuti in ogni angolo della regione e oltre, e non avesse il certificato antimafia.
Eppure non avviene in un altro paese che i rifiuti sono un enorme business. Ci guadagnano tutti: è una risorsa per le imprese, per la politica, per i clan, una risorsa pagata maciullando i corpi e avvelenando le terre. Guadagnano le imprese di raccolta: oggi le imprese di raccolta rifiuti campane sono tra le migliori in Italia e addirittura capaci di entrare in relazione con i più importanti gruppi di raccolta rifiuti del mondo. Le imprese di rifiuti napoletane infatti sono le uniche italiane a far parte della EMAS, francese, un Sistema di Gestione Ambientale, con lo scopo di prevenire e ridurre gli impatti ambientali legati alle attività che si esercitano sul territorio.
Se si va in Liguria o in Piemonte numerosissime attività che vengono gestite da società campane operano secondo tutti i criteri normativi e nel miglior modo possibile. A nord si pulisce, si raccoglie, si è in equilibrio con l'ambiente, a sud si sotterra, si lercia, si brucia. Guadagna la politica perché come dimostra l'inchiesta dei Pm Milita e Cantone, dell'antimafia di Napoli sui fratelli Orsi (imprenditori passati dal centrodestra al centrosinistra) in questo momento il meccanismo criminogeno attraverso cui si fondono tre poteri: politico imprenditoriale e camorristico - è il sistema dei consorzi.
Il Consorzio privato-pubblico rappresenta il sistema ideale per aggirare tutti i meccanismi di controllo. Nella pratica è servito a creare situazioni di monopolio sulla scelta di imprenditori spesso vicini alla camorra. Gli imprenditori hanno ritenuto che la società pubblica avesse diritto a fare la raccolta rifiuti in tutti i comuni della realtà consorziale, di diritto. Questo ha avuto come effetto pratico di avere situazioni di monopolio e di guadagno enorme che in passato non esistevano.
Nel caso dell'inchiesta di Milite e Cantone accadde che il Consorzio acquistò per una cifra enorme e gonfiata (circa nove milioni di euro) attraverso fatturazioni false la società di raccolta ECO4. I privati tennero per se gli utili e scaricarono sul Consorzio le perdite. La politica ha tratto dal sistema dei consorzi 13.000 voti e 9 milioni di euro all'anno, mentre il fatturato dei clan è stato di 6 miliardi di euro in due anni.
Ma guadagnano cifre immense anche i proprietari delle discariche come dimostra il caso di Cipriano Chianese, un avvocato imprenditore di un paesino, Parete, il suo feudo. Aveva gestito per anni la Setri, società specializzata nel trasporto di rifiuti speciali dall'estero: da ogni parte d'Europa trasferiva rifiuti a Giugliano-Villaricca, trasporti irregolari senza aver mai avuto l'autorizzazione dalla Regione. Aveva però l'unica autorizzazione necessaria, quella della camorra.
Accusato dai pm antimafia Raffaele Marino, Alessandro Milita e Giuseppe Narducci di concorso esterno in associazione camorristica ed estorsione aggravata e continuata, è l'unico destinatario della misura cautelare firmata dal gip di Napoli. Al centro dell'inchiesta la gestione delle cave X e Z, discariche abusive di località Scafarea, a Giugliano, di proprietà della Resit ed acquisite dal Commissariato di governo durante l'emergenza rifiuti del 2003. Chianese - secondo le accuse - è uno di quegli imprenditori in grado di sfruttare l'emergenza e quindi riuscì con l'attività di smaltimento della sua Resit a fatturare al Commissariato straordinario un importo di oltre 35 milioni di euro, per il solo periodo compreso tra il 2001 e il 2003.
Gli impianti utilizzati da Chianese avrebbero dovuto essere chiusi e bonificati. Invece sono divenute miniere in tempo di emergenza. Grazie all'amicizia con alcuni esponenti del clan dei Casalesi, hanno raccontato i collaboratori di giustizia, Chianese aveva acquistato a prezzi stracciati terreni e fabbricati di valore, aveva ottenuto l'appoggio elettorale nelle politiche del 1994 (candidato nelle liste di Forza Italia, non fu eletto) e il nulla osta allo smaltimento dei rifiuti sul territorio del clan.

La Procura ha posto sotto sequestro preventivo i beni riconducibili all'avvocato-imprenditore di Parete: complessi turistici e discoteche a Formia e Gaeta oltre che di numerosi appartamenti tra Napoli e Caserta. L'emergenza di allora, la città colma di rifiuti, i cassonetti traboccanti, le proteste, i politici sotto elezione hanno trovato nella Resit con sede in località Tre Ponti, al confine tra Parete e Giugliano, la loro soluzione.
Sullo smaltimento dei rifiuti in Campania ci guadagnano le imprese del nord-est. Come ha dimostrato l'operazione Houdini del 2004, il costo di mercato per smaltire correttamente i rifiuti tossici imponeva prezzi che andavano dai 21 centesimi a 62 centesimi al chilo. I clan fornivano lo stesso servizio a 9 o 10 centesimi al chilo. I clan di camorra sono riusciti a garantire che 800 tonnellate di terre contaminate da idrocarburi, proprietà di un'azienda chimica, fossero trattate al prezzo di 25 centesimi al chilo, trasporto compreso. Un risparmio dell'80% sui prezzi ordinari.
Se i rifiuti illegali gestiti dai clan fossero accorpati diverrebbero una montagna di 14.600 metri con una base di tre ettari, sarebbe la più grande montagna esistente sulla terra. Persino alla Moby Prince, il traghetto che prese fuoco e che nessuno voleva smaltire, i clan non hanno detto di no.
Secondo Legambiente è stata smaltita nelle discariche del casertano, sezionata e lasciata marcire in campagne e discariche. In questo paese bisognerebbe far conoscere Biùtiful cauntri (scritto alla napoletana) un documentario di Esmeralda Calabria, Andrea D'Ambrosio e Peppe Ruggiero: vedere il veleno che da ogni angolo d'Italia è stato intombato a sud massacrando pecore e bufale e facendo uscire puzza di acido dal cuore delle pesche e delle mele annurche. Ma forse è in un altro paese che si conoscono i volti di chi ha avvelenato questa terra.
E' in un altro paese che i nomi dei responsabili si conoscono eppure ciò non basta a renderli colpevoli. E' in un altro paese che la maggiore forza economica è il crimine organizzato eppure l'ossessione dell'informazione resta la politica che riempie il dibattito quotidiano di intenzioni polemiche, mentre i clan che distruggono e costruiscono il paese lo fanno senza che ci sia un reale contrasto da parte dell'informazione, troppo episodica, troppo distratta sui meccanismi.
Non è affatto la camorra ad aver innescato quest'emergenza. La camorra non ha piacere in creare emergenze, la camorra non ne ha bisogno, i suoi interessi e guadagni sui rifiuti come su tutto il resto li fa sempre, li fa comunque, col sole e con la pioggia, con l'emergenza e con l'apparente normalità, quando segue meglio i propri interessi e nessuno si interessa del suo territorio, quando il resto del paese gli affida i propri veleni per un costo imbattibile e crede di potersene lavare le mani e dormire sonni tranquilli.
Quando si getta qualcosa nell'immondizia, lì nel secchio sotto il lavandino in cucina, o si chiude il sacchetto nero bisogna pensare che non si trasformerà in concime, in compost, in materia fetosa che ingozzerà topi e gabbiani ma si trasformerà direttamente in azioni societarie, capitali, squadre di calcio, palazzi, flussi finanziari, imprese, voti. E dall'emergenza non si vuole e non si po' uscire perché è uno dei momenti in cui si guadagna di più.
L'emergenza non è mai creata direttamente dai clan, ma il problema è che la politica degli ultimi anni non è riuscita a chiudere il ciclo dei rifiuti. Le discariche si esauriscono. Si è finto di non capire che fino a quando sarebbe finito tutto in discarica non si poteva non arrivare ad una situazione di saturazione. In discarica dovrebbe andare pochissimo, invece quando tutto viene smaltito lì, la discarica si intasa.
Ciò che rende tragico tutto questo è che non sono questi i giorni ad essere compromessi, non sono le strade che oggi solo colpite delle "sacchette" di spazzatura a subire danno. Sono le nuove generazioni ad essere danneggiate. Il futuro stesso è compromesso. Chi nasce neanche potrà più tentare di cambiare quello che chi li ha preceduti non è riuscito a fermare e a mutare. L'80 per cento delle malformazioni fetali in più rispetto alla media nazionale avvengono in queste terre martoriate.
Varrebbe la pena ricordare la lezione di Beowulf, l'eroe epico che strappa le braccia all'Orco che appestava la Danimarca: "Il nemico più scaltro non è colui che ti porta via tutto, ma colui che lentamente ti abitua a non avere più nulla". Proprio così, abituarsi a non avere il diritto di vivere nella propria terra, di capire quello che sta accadendo, di decidere di se stessi. Abituarsi a non avere più nulla.

(da Repubblica.it del 5.1.2008)


 

30/12/2007

PEPPINO MAROTTO

VIDEO: FABRIZIO DE ANDRE': Disamistade

NUORO - Ucciso a colpi di pistola in un agguato in pieno centro di Orgosolo. Peppino Marotto, 82 anni, era un poeta, un fine autore di canzoni popolari, un uomo impegnato nella politica e nel sociale. Gli hanno sparato in pieno giorno: sei colpi di pistola alle spalle. Un delitto inspiegabile o, forse, spiegabile solo con il fatto che Marotto, nella sua attività sociale, potrebbe aver toccato qualche interesse di cui non doveva sapere o che avrebbe potuto mettere in pericolo.
Marotto era noto in tutta la Sardegna. A Orgosolo era una specie di saggio conosciuto da tutti, rispettato anche dai nemici politici. E' stato freddato intorno alle 10:30, il killer (o i killer) lo ha raggiunto da dietro mentre entrava in edicola, come faceva ogni giorno. L'assassino è fuggito a piedi facendo perdere le tracce nei vicoli del paese. Allo stato non risulta che qualcuno l'abbia visto, anche se la cosa sembra incredibile.
Alla sua età, Marotto era responsabile dello sportello pensionati del patronato Inca della Cgil. Si occupava degli anziani del paese ma è possibile che, attraverso di loro, si sia dato da fare anche per i giovani. In questo ambito potrebbe essere venuto a conoscenza di qualche traffico, per esempio di droga, che rappresenta il problema più grave per i ragazzi di Orgosolo e dintorni.
Marotto ha anche fatto parte del coro a tenores Supramonte di Orgosolo. Tra le sue opere ci sono "Su pianeta 'e Supramonte", 1996, "Testimonianze poetiche in onore di Emilio Lussu", 1983, "Cantones Politicas Sardas", 1978. Ha anche dedicato un canto alla Brigata Sassari al ritorno dalla Prima Guerra Mondiale. La scheda sul sito della casa editrice Condaghes, che ha pubblicato "Su pianeta 'e Supramonte", lo descrive così: "Le sue convinzioni di giustizia sociale e la sua caparbietà barbaricina gli son valse la galera e il confino. Il suo desiderio di comunicare gli ideali di emancipazione e di libertà lo hanno portato a cantare nelle piazze della Sardegna e del mondo". Ancora oggi Peppino Marotto presta il suo impegno nell'azionismo sindacale e per condurre nel suo paese la Camera del Lavoro"della CGIL.

 

(da Repubblica.it)

 

27/12/2007

BENAZIR BHUTTO

e29ee690a0f3cb7643338655c2f1e1be.jpg

Vengo a sapere adesso che Benazir Bhutto è stata assassinata in un attacco suicida...non ho parole per esprimere l'orrore per questo fatto...Ancora una pacifista, una democratica, una donna che ha sempre lottato per la legalità, per la giustizia, per i diritti umani, per spezzare il servilismo che lega il Pakistan ai paesi più ricchi, sacrifica la sua vita per il suo popolo... Un'altra croce sulla lunga strada per la pace...Hasta siempre. Carlo.

HABLAR CONTIGO

12ad77df780cf02f7a023e4b68e3874c.jpg

   
podcast

AUDIO: ZUCCHERO, Dune Mosse (with Miles Davis)

 

La voce affannata,

i sospiri lievi,

le parole che si intrecciano,

l’urgenza del desiderio,

il lado izquierdo del letto,

la doccia che spegne il fuoco,

lo hablar contigo

il mio chiederti: dimmi,

l’orizzonte come una frontiera

che superata mi fa arrivare

ai territori del tuo corpo,

ai confini della tua pelle,

nei dintorni della tua anima,

nella calle del tuo cuore,

come un viandante

che ti attraversa,

entra nella tua mente

in punta di piedi,

per posare sul tavolo

della tua esistenza

il mio desiderio

più indecente,

più dolce,

più selvaggio.

 

  (Carlo per Carmen)

 

 

 

20/12/2007

EL VIENTO EN LA ISLA - Pablo Neruda

VIDEO: EL VIENTO EN LA ISLA, Pablo Neruda

Dedicada a Carmen,

porque el viento de cada cuadrante

apretas su voz

y llevas hasta onde

yo estoy esperando.

Carlo.  

RISPOSTE DOVUTE

E'da molto tempo che non rispondo ai commenti che mi vengono lasciati, e mi scuso per questo, non dipende altro che dalla mancanza di tempo e da altre cose in cui sono impegnato... Sopratutto per quanto riguarda il post IL MIO NATALE NON ESISTE, credo ci sia stato qualche fraintendimento...non ho mai detto che sono triste o cose del genere, volevo solo dire che il Natale mi è completamente indifferente, e l'unica sensazione che mi provoca questo periodo è solo rabbia, perchè sembra che nell'arco di 20 giorni si concentri tutto il buonismo umano, l'ipocrisia, il vogliamoci bene, il pensiamo ai bambini che nel mondo muoiono di fame, di guerre, di malattie, come se il resto dell'anno lo passassero in qualche hotel a 5 stelle o sulle spiagge tropicali a godersi la vita... Nessuno può essere così cieco da non accorgersi che ormai il Natale è diventato un grande business, sopratutto per chi lo spirito del Natale dovrebbe difenderlo e custodirlo, cioè la Chiesa...Io sono profondamente ateo, in fatto di religione l'unica cosa in cui credo è che Gesù Cristo sia esistito davvero, ma come uomo di questa terra, come ognuno di noi, che predicava i suoi messaggi pace, amore, giustizia, libertà...Sono anche abbastanza aperto da avere il massimo rispetto per chi invece è sinceramente credente (i bigotti e i moralisti laciamoli da parte...), per chi in questa sua fede trova conforto e pace, e se riesce in questo intento sono davvero contento per loro...Ma altrettanto rispetto esigo per chi, come me, non crede, o crede a modo suo in qualcosa che non è propriamente il dogma cattolico, mussulmano, ebraico, o quant'altro...Certo, il Natale è dei bambini, ma ai bambini abbiamo scippato il senso di una festa che per loro ha poca importanza che sia cristiana o pagana, purchè riescano a stupirsi davanti ad un regalo che aspettano tutto l'anno...Naturalmente anche io farò i miei regalini ai miei cuccioli, ma i distinguerò dal Natale, perchè i bambini, tutti i bambini del mondo, quelli dei paesi ricchi e quelli che muoiono ogni giorno a milioni, hanno il diritto di essere felici, non attraverso la nostra ipocrisia, non attraverso un modo di lavarsi la coscienza, non 20 giorni all'anno, ma al contrario devono essere felici ogni giorno dell'anno...

E' questo che intendevo dicendo che IL MIO NATALE NON ESISTE, perchè non mi riconosco in questo mercato dove non si capisce se la merce è il regalo o è il bambino stesso, un mercato che per molti, troppi, è il lavacro della propria dignità e della propria coscienza, mentre non pensano che durante tutto il resto dell'anno il mondo poco a poco affonda nella sua miseria...Naturalmente non è un discorso destinato a tutti, riguarda solo me stesso e forse pochi altri, ma non c'è tristezza in me, solo malinconia e delusione nel veder finire questa festa, in cui pur non credo, nel fango.Tutto qui, giusto per chiarire alcune cose che forse ho spiegato male.... Hasta siempre. Carlo.